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VPN o Virtual Private Network: cos'è, come e quando si usa.

In Connessione Dati e Rete, Pillole di Informatica, Sicurezza Informatica, Software, Tecnologia e Recensioni by Manuela3 Comments

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Cominciamo il capitolo “Pillole di Informatica” con un simpatico argomento : VPN o Virtual Private Network!

Cos’è una VPN o Virtual Private Network, come si usa, quando si usa e le migliori disponibili in commercio per ora, secondo la mia esperienza da “Auslander” o meglio, per dirla come mangio, da Italiana residente all’estero.

L’argomento è abbastanza articolato e complesso quindi cercherò, per quanto possibile, di semplificarne il concetto di utilizzo ma, se siete interessati, nulla vieta di approfondirlo in post successivi. In ogni caso, troverete in questo post, spiegato in maniera non troppo tecnica, tutto ciò che c’è da sapere, di base, sulle VPN e quando è necessario usarle.

Innanzitutto la traduzione letterale è Rete Virtuale Privata che detta così significa tutto o forse niente. Nella realtà è una connessione con particolari caratteristiche di settaggi di rete che permette, a computer collocati in sedi fisiche differenti, di stabilire un collegamento tramite Internet. Specifico la necessità di avere “particolari settaggi nella configurazione di rete” perché è appunto questa, la caratteristica che la rende “speciale” ed è il motivo per cui viene chiamata “Privata”. Generalmente le connessioni internet sono connessioni pubbliche, per definizione, quindi, non protette e accessibili da qualsivoglia “bad guy-hacker-malintenzionato” che abbia le conoscenze adeguate, i software giusti e l’obiettivo di impadronirsi di dati di una determinata persona o di una intera società.

E’ decisamente difficile settarne una “fai-da-te” perchè è necessario appoggiarsi a servizi veri e propri di aziende che permettano, attraverso un software dedicato, questo tunneling o ponte di connessione con determinati protocolli di rete. Di solito ne fanno uso massiccio aziende medie e grandi per permettere ai propri collaboratori di connettersi al proprio PC (n.d.r. Personal Computer) aziendale anche stando comodamente seduti sul divano di casa con il proprio portatile sulle gambe.

Nell’uso comune, e quindi per noi comuni mortali che ci godiamo il tempo libero “cazzeggiando” in rete dentro le nostre 4 mura, una VPN risulta essere utilissima in situazioni come queste :

  • Permettere la navigazione “anonima” su internet per non consentire, al provider a cui ci appoggiamo per la connessione, di analizzare i propri pacchetti di dati. In Germania, per esempio, i provider analizzano i pacchetti di dati in uscita e in entrata di un dato utente e quindi le azioni effettuate nel dettaglio. Questo perché vi sono VERE e REALI limitazioni legali sulla condivisione di file. E’ fuorilegge usare peer-to-peer come Torrent o Emule e si è multati pesantemente per questo. Il provider tedesco, infatti, provvede a controllare il traffico dei singoli utenti riportandolo alle autorità competenti in caso di illegalità. Non è una novità che la Dreamworks abbia chiesto risarcimenti per il download o la messa in condivisione non autorizzata di un suo film o la Microsoft abbia chiesto di corrispondere la tassa di licenza per utilizzo di codici non verificati o non autentici avendo ricevuto l’anagrafica del “fuorilegge” dal provider stesso.
  • Cambiare il nostro indirizzo IP, o meglio l’indirizzo che identifica la nostra posizione di connessione e provider, con quello di una location differente. Esempio pratico : utile in caso di download di file da siti che ospitano e condividono file gratis come Rapidshare, Filehost, 4shared, Uploaded, Letitbit, Megaupload, Mediafire, GigaSize, EasyBytez ecc.. Di solito permettono un numero limitato di download al giorno o di grandezza di file per IP a meno di un acquisto di un account premium presso di loro. Cambiando l’IP, figurando di essere connessi in una postazione differente, è possibile avere maggiore flessibilità nelle restrizioni di download.
  • Sbloccare le censure o bypassarle : nel mio caso la stragrande maggioranza di video youtube italiani e non, non sono visibili in Germania perché la GEMA, una sorta di SIAE tedesca, blocca la riproduzione di contenuti audio se un determinato artista non ha pagato la concessione di riproduzione per il territorio tedesco. Quindi, video con particolari sottofondi musicali, video di gruppi esordienti o quant’altro, possono essere riproducibili solo se si aggirano queste limitazioni o in qualche modo ci si connetta da postazioni localizzate in posizioni differenti o che non abbiano alcuna restrizione. Esempio pratico : simulare che il mio computer sia connesso da una posizione differente da Amburgo o dal territorio tedesco per visualizzare l’ultimo video di un artista italiano.
  • Vedere TV in streaming su canali esteri bloccati
  • Rendere la connessione più veloce o anche più lenta a seconda delle prestazioni della VPN a cui ci si connette.
  • Rendere la connessione più sicura anche quando ci colleghiamo via hotspot.
  • Fruibile da cellulare, tablet o altri dispositivi mobili.

Premetto che tempo fa, molte compagnie offrivano VPN gratis o semplicemente la possibilità di utilizzare connessioni di tipo proxy via browser (vedi plugin web come HOLA da installare sul browser che utilizzate). Molti siti, come quelli di hosting sovrariportati, hanno però aggiunto dei controlli per intercettare questa modalità di utilizzo. Oggi le VPN gratis esistono ma offrono servizi limitati come connessioni lente, o poche posizioni geografiche disponibili, o un numero di connessioni massime al giorno per ogni posizione geografica. L’unica soluzione papabile e quindi con meno grattacapi è la solita soluzione conosciuta nel mondo racchiusa nella frase “pagare moneta vedere cammello”.

Da qui la domanda. Bene, ora che so a che serve e quando potrei utilizzarla, come faccio a trovare il servizio VPN che fa per me?

Io personalmente ne utilizzo 3:

  1. Una aziendale che mi permette di simulare la mia connessione a Stamford. Essendo aziendale non permette l’utilizzo di social network come Facebook e tutto ciò che può essere considerato motivo di distrazione per l’ambito lavorativo.
  2. CyberGhost : il mio abbonamento è limitato a 1 dispositivo soltanto e mi permette di connettermi da 30 paesi differenti.
  3. PureVPN : con 5 licenze per 5 dispositivi esclusivamente utilizzato per l’onstreaming televisivo italiano e video youtube con restrizioni di territorio

Tralasciando la prima, decisamente non interessante per voi quanto lo è per me, CyberGhost all’ epoca del mio primo abbonamento , offriva un prezzo stracciato per 5 anni con delle restrizioni a livello di localizzazione geografica. Infatti l’abbonamento che ho attualmente non include posizioni italiane ma non è più disponibile come opzione di acquisto. Motivo per cui, per colmare questa GRANDE assenza, ho acquistato l’abbonamento a PureVPN.

Differenze sostanziali e similitudini dei software forniti dalle due compagnie:

Cyberghost ha piani di pagamento annuali (di solito più convenienti) e mensili e il prezzo si distingue in numero di dispositivi da utilizzare 1 o 5.
Tutte le opzioni selezionabili (a parte quella gratuita) permettono connessioni illimitate, server veloci, protezione tramite crittografia dei pacchetti (cosa che mi sta DECISAMENTE a cuore lavorando nell’ambiente di protezione dati sensibili e transazioni di pagamento) ed eliminazione completa di pubblicità durante la navigazione durante l’utilizzo della connessione da loro fornita.

PureVPN, di base, permette l’utilizzo di tutte le opzioni di connessione al top per un massimo di 5 dispositivi con possibilità di pagamento tramite piano mensile, semestrale o annuale.

Le differenze sostanziali sono

  1. il prezzo diviso per numero di licenze nel caso di Cyberghost 5.5
  2. la crittografia dei pacchetti offerta solo da Cyberghost 5.5 così come l’eliminazione delle varie pubblicità durante la navigazione
  3. il numero di server disponibili nelle varie zone : un totale di 489 nel caso di Cyberghost 5 contro i 583 in crescita costante di PureVPN
  4. nel numero di paesi in cui i server sono localizzati : 30 per Cyberghost 5.5 e ben 190 nel caso di PureVPN.

Nel complesso, a dirla tutta, sono soddisfatta di entrambi e ve li consiglio vivamente in caso abbiate necessità di fare una delle cose che vi ho riportato nei miei esempi (nell’elenco a pallini sovra-riportato). Non saprei dirvi quale è meglio o peggio perché dipende da quali esigenze dobbiate soddisfare.

Per qualsiasi dubbio o domande specifiche o limitazioni o qualsiasi cosa vi passi per la testa contattatemi pure o lasciate un commento di seguito. Fatelo anche solo per dirmi se l’argomento e’ stato abbastanza chiaro, o troppo difficoltoso o troppo banale o troppo noioso.

Alla prossima “PILLOLA”!

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