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Donne e Lavoro

In Donne e Lavoro by ManuelaLeave a Comment

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Il binomio Donne e Lavoro è un capitolo alquanto delicato nella mia vita personale. Parlando in modo più generale , credo proprio che la problematica sia nel “creare un binomio” contenente la parola “DONNA” perché in tutti i casi sembra dover alludere sempre a qualcosa di negativo che ci aspetta a livello di giudizi o conseguenze.

Provate a pensare a “Donne e Motori”, “Donne e Pallone”, “Donne e Impresa”, “Donne e Maternità” oppure al termine associato al ruolo di donna considerata come “il sesso debole” dalla notte dei tempi ad oggi. Per non parlare di frasi come “corri come una ragazza” ( in riferimento al video virale #LikeAGirl che ha raggiunto 58 milioni di visualizzazioni) o il semplice “reagisci sennò sei solo una povera femminuccia impaurita” pronunciate dai bambini che già da piccoli vengono “educati” a questo modo di pensare decisamente discriminatorio a prescindere. Questo tema mi sta particolarmente a cuore perché , negli anni, sono stata vittima di ogni tipo di maltrattamento a livello lavorativo. Potrei parlarne come se non ci fosse domani e scrivere interminabili articoli sull’argomento. Non basterebbe un’enciclopedia Treccani per descrivere tutti gli episodi vissuti ma fortunatamente non mi abbatto e sono convinta che non per tutte le tipologie o i ruoli di lavoro accada lo stesso.


Ho avuto la fortuna di viaggiare molto e , anche se tardi, ho scoperto quanto il mondo ha da offrire a livello lavorativo rispetto alla nostra amata-odiata Italia.
Ho notato, per esempio, una rilevante differenza di approccio verso le donne nel mio campo (n.d.r. Information Technology), soprattutto da quando lavoro qui ad Amburgo, Germania e ho occasione per girare in lungo e in largo il nord Europa.
Mi permetterei addirittura di dire che è di certo uno dei motivi che mi hanno spinto a lavorare per una ditta americana, evitandoli , per quanto possibile, con tutta me stessa.
Direte voi, forse sono stata solo sfortunata ma.. ogni volta che nel mio lavoro ho a che fare con qualcuno di impronta tedesca, per esempio, (odio le generalizzazioni ma 3 esperienze su 3 hanno confermato per ora questa mia tesi), ho come la sensazione che quel qualcuno si senta sempre in diritto di considerarsi “una spanna sopra di me”.


In Italia, questo non mi è mai successo se non in un periodo di tempo in cui avevo un capo di indole tirannico-napoletana. Ma può capitare a tutti, no? Altrimenti non sarebbero mai esistiti film e libri sull’argomento. Un esempio fra tutti? “Come ammazzare il capo e vivere felici”. A parer mio certi capi sono nati con problematiche di base relative alle donne o frustrazioni personali nascoste che non avendo potere decisionale all’interno del focolare domestico si sfogano quotidianamente con i propri reporting per più di otto ore al giorno, giusto per il gusto di sentirsi “potenti” e “comandare” qualcuno.

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Photo Credits Mashable.com

Ho sempre detto la mia e lottato per i miei diritti e sono sempre risultata “scomoda” per questo. Per fortuna ho avuto modo di essere compresa, sentirmi valorizzata e avere cosi la forza di scappare verso qualcosa di migliore, anche se solo dopo 9 anni. Sono purtroppo problematiche che evolvono con l’evolversi dell’emancipazione femminile e della parità dei sessi. Ci vorranno anni affinché si esca dallo stereotipo di “Lavoro da uomini” o “lavoro da donne” figuriamoci quanto ci vorrà per conquistare credibilità e rispetto su tutti i fronti.

“La donna che può inventare il proprio lavoro è la donna che otterrà fama e fortuna”
Questa “Rubrica” vuole nascere per parlare e collezionare situazioni anomale, discuterne, confrontarsi e reagire, anche se solo nel nostro piccolo, cercando di conquistare il nostro ruolo e la considerazione meritata ogni giorno. Raccontatemi la vostra esperienza, in positivo o in negativo.

Sono tutt’occhi e tutt’orecchi!

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Photo Credits www.netdoctor.co.uk

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